Maurizio Lupi

 Focus Legge di Stabilità: come l'abbiamo migliorata
Novembre 15, 2012

Focus Legge di Stabilità: come l'abbiamo migliorata

Ecco un aggiornamento sui risultati ottenuti dal Popolo della Libertà per migliorare in Parlamento la legge di stabilità finanziaria. La maggior parte sono emendamenti che mirano a sostenere famiglie, giovani e imprese non profit

Vi ricordate il post “Come fermare l’inarrestabile declino” ? Con Mara Carfagna, Luigi Casero, Guido Crosetto, Raffaele Fitto e Raffaello Vignali abbiamo firmato un articolo su Il Sole 24 Ore presentando le critiche costruttive alla legge di stabilità varata dal governo Monti.
 
I lavori di votazione che sono andati avanti fino a tarda sera (14 novembre) hanno fissato alcuni dei risultati anticipati dall’impegno in Commissione Bilancio.

  • RIDUZIONE DELLE TASSE>
    • Quanto verrà recuperato nel 2013, con la lotta all’evasione fiscale e dalla differenza tra la spesa per interessi sul debito pubblico prevista e quella effettivamente erogata, andrà, oltre alla riduzione del deficit, ad un Fondo nazionale per la riduzione strutturale della pressione fiscale gravanti su famiglie e imprese.
    • Con un altro emendamento,  è stata approvata l’istituzione di un Fondo per la concessione di un credito d’imposta utilizzato sia per la ricerca e lo sviluppo con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, sia per, e forse soprattutto, ridurre il cuneo fiscale. Un fondo che verrà finanziato dalla riduzione degli stanziamenti destinati ai trasferimenti e ai contributi alle imprese.

     

  • SCUOLA > E’ stata abolita la norma che prevedeva l’aumento dell’orario da 18 a 24 ore degli insegnanti a parità di contribuzione, norma che avrebbe permesso un risparmio allo Stato, ma gravando in modo eccessivo sugli insegnanti.

 

  • POLITICHE SOCIALI >Con un ulteriore emendamento presentato dai Relatori è stato istituito un Fondo Unico con il quale troveranno finanziamenti: il Fondo nazionale per le politiche sociali con 300 milioni, il Fondo per le non autosufficienze per 200 milioni di euro, che prevede anche il sostegno delle persone affette da SLA, inoltre in un Fondo unico troveranno risposta molte questioni importanti che avevamo sollevato anche con nostri emendamenti: una integrazione del Fondo per la concessione di borse di studio che consento a ragazzi meritevoli ma privi di mezzi di proseguire gli studi, il reintegro del Fondo per il servizio civile, utilizzato da centinai di ragazzi, l’ampliamento delle risorse per l’attività lavorativa nelle carceri che consente ai detenuti di imparare un mestiere e che abbatte la recidiva dell’80%.

 

  • PER LA FAMIGLIA>
    • Con l’emendamento “fiscale” invece si riscrive di fatto l’articolo 12. In sostanza si sostiene le famiglia e si riconosce, fiscalmente, l’importanza di quelle con figli ed in particolare di quelle numerose. L’aumento dell’IVA del 10% che doveva arrivare all’11% non ci sarà più. Un aumento che riguardava l’IVA sui generi alimentari e di prima necessità e avrebbe colpito in particolar modo proprio le famiglie. Grazie al lavoro svolto e agli emendamenti che abbiamo presentato, questo aumento viene scongiurato.
    • Per le deduzioni e detrazioni, tutte le restrizioni (tramite l’abbassamento del tetto e tramite le franchigie di 250 euro) sono state eliminate. I Relatori hanno recepito i nostri tanti emendamenti che salvavano le detrazioni, le deduzioni le agevolazioni che riguardano la famiglia. Sono state, di fatto salvate le deduzioni sugli interessi passivi sul mutuo della casa, le spese per asili nido, per le adozioni internazionali o per le spese mediche e quella per le donazioni alle ONLUS. Lo sconto fiscale, per i redditi fino a 15mila euro, sale per le famiglie con due figli, fino a 1.693 euro, 311 euro in più rispetto all’attuale normativa. Con quattro figli la detrazione aumenta di 643 euro arrivando a 3.500 euro. Per una famiglia con un reddito di 30mila euro, lo sconto aumenta di 123 euro in presenza di un figlio e arriva fino a +566 euro con quattro figli. Le detrazioni per i figli (naturali, adottivi o affidati) che fino ad ora erano di: 900 euro se avevano meno di tre anni e 800 euro per quelli con più di tre anni, passano adesso a 1220 euro se hanno meno di tre anni (+320 euro) e 950 euro se ne hanno più di tre (+150 euro). Inoltre le detrazioni sono aumentate di 400 euro se il figlio è portatore di handicap.
    • La Consulta nazionale dei Caf ha reso pubblici i calcoli della ricaduta economica delle modifiche “fiscali” sulle famiglie. Nei nuclei con un solo figlio, lo sconto andrà dagli 825 euro per i redditi annui pari a 15mila euro fino ai 155 euro per i redditi familiari pari a 80mila euro, con un aumento che va dal massimo di +152 euro per la fascia più bassa fino ai +28 euro per quella più alta. Gli sconti si annullano per i redditi oltre i 95.000 euro. Ma in presenza di più figli i benefici sono maggiori e abbracciano anche le fasce di reddito più alte.

     

  • PER IL NON PROFIT >Dopo un nostro emendamento l’IVA per le cooperative sociali che si occupano di recupero, assistenza, educazione e per la quale era previsto un aumento dal 4 al 10%, almeno per il 2013 resterà del 4%. Cercheremo nelle prossime votazioni, di spiegare l’utilità di proseguire quest’agevolazione anche per gli anni seguenti. Sono, infatti servizi che vengono svolti su settori difficili e i costi sono pagati o dai comuni o dalle famiglie, un aumento dell’IVA significherebbe, di fatto, un aumento del costo del servizio.

Leggi anche “Come fermare l’inarrestabile declino

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102 thoughts on “Focus Legge di Stabilità: come l'abbiamo migliorata

Franco Bruschisays:

CARO MAURIZIO
Condivido il lavoro che avete fatto, sopratutto la decisione di non aumentare l’IVA per le cooperative sociali, scuole ecc. dal 4 al 10%, voglio sperare non solo per il 2013, ma anche in seguito, dato che le scuole paritarie stanno vivendo un momento di forte crisi, perchè molte famiglie non riescono più ad iscrivere i propri figli nelle suddette scuole. Questo fatto ha delle gravissime conseguenze sui bambini e sui giovani perchè in molte scuole paritarie cattoliche si cerca di tener viva una chiara e efficace proposta educativa che mette al primo posto la persona delle studente, la formazione dell’io e di una coscienza critica, uniche condizioni che consentono la formazione di una personalità matura, in una società sempre più omologata su un’immagine di uomo ridotta e impoverita. Queste esperienze vanno fatte conoscere e difese anche con strumenti e interventi legislativi adeguati, contro la barbarie dell’ideologia che fa passare i magri finanziamenti alle paritarie come fondi sottratti alla scuola statale, pazzesco! Come ti dicevo dopo l’incontro di Varese io ho insegnato per 38 anni nella scuola statale,realizzando una esperienza educativa ricchissima, come testimoniano le centinaia di mail ricevute dalle mie alunne che chiedono una scuola dove al centro ci sia la loro persona, i loro desideri e domande. Ce ne sono tante di persone come me che fanno parte di quel soggetto popolare cristiano che ha come obiettivo la costruzione di una civiltà nuova. Io come ti dicevo sono stato pensionato d’ufficio, vorrei tanto mettere a disposizione la mia esperienza per costruire un sistema educativo integrato statale-paritario che risponda alla gravissima emergenza educativa di questi tempi e offra ai giovani una reale speranza per la loro vita.E’possibile? In quale forma? Ci possiamo aiutare,possiamo collaborare? Sarebbe decisivo che in questi giorni di proteste violente di piazza, in cui spesso si lanciano slogan senza senso, chiedendo senza offrire nulla, emergesse un movimento popolare educativo che ha un’esperienza da offrire, delle proposte attuabili subito, perchè nascono da un soggetto educativo nuovo che è all’ opera. Sarebbe importante che in TV e sui media venisse fuori anche questa realtà, a mio parere troppo silenziosa e poco conosciuta. Per questo ritengo fondamentale recuperare il rapporto fra politica e soggetti popolari. Attendo una tua risposta. Ti saluto. FRANCO BRUSCHI, VARESE

Franco Bruschisays:

Hai ricevuto il mio commento? F.Bruschi

Filippo Buemisays:

il mantenimento delle 18 ore per i docenti è per me assurdo,
3 mesi di gerie e 18 di lavoro a settimana mi sembrano uno schiaffo per chi lavora 40 ore in ufficio o in fabbrica

giuseppe rodisays:

ciao Maurizio
da quando ci siamo conosciuti e poi rivisti negli anni scorsi a Rimini, sei sempre dalla mia famiglia ascoltato
(avendo come riferimento anche Mario Mauro)
vorrei scrivere qui due pensieri e con te riflettere:
1) ma la famiglia e quindi certe detrazioni è solo dei dipendenti e on anche dei titolari di impresa?
2) abbiamo le carceri sovraffollate: proviamo a svuotarle di giorno mandando le persone (non pericolose) a lavorare per esempio per mantenere l’ambiente? (si avrebbero meno catastrofi)
un abbraccio
Giuseppe Rodi da Sanremo
ciao

GUIDO ZELINOTTIsays:

Buon giorno On. Lupi,
ci tengo a dirle che ne sono convinto e molti Italiani lo sono, che la Politica non e’ ferma e che lavora sempre, ma il problema e’ proprio questo. La musica non cambia, e’ questo che lascia perplessi gli Italiani, che la Politica continua come se nulla fosse, facendo delle minime concessioni di buona volonta’, quasi sembri “dell’elemonisa” verso tutti i Cittadini Italiani che si sentono sempre piu’ “Sudditi” e non facenti parte di una Nazione e di una Comunita’ Europea. Non ho visto dire a nessun Politico questa frase ” Mi tolgo 500 euro dal mio stipendio di ben 12000-14000-18000 Euro per creare un fondo destinato a…..etc etc…” ma e’ un esempio questo, ma che da’ il senso di cio’ che veramente potrebbe dare un riavvicinamento degli Elettori e Cittadini verso i Politici e la Politica Italiana. E’ assurdo che ci sono centinaia di Dirigenti Statali, con megauffici galattici, di 200 mq comprati con i soldi di tutti e che prendono 250m Euro-300m Euro-400m Euro e che non si preoccupino della crisi in atto in Italia ed in Europa, continuando solo a pensare a quanto andranno a prendere con il loro Vitalizzio o con la loro Pensione tra qualche anno, aggiustando e cercando di cambiare con cavilli piu’ o meno trasparenti Leggi e Norme di Stato per poter prendere il Massimo possibile. Questo e’ che fa’ riflettere ed Incazz…re tutti quanti.
Ma come e’ possibile questo?
Siamo tutti ben svegli On. Lupi, e’ ora di CAMBIARE questo modo di Amministare la macchina Pubblica da parte dei Politici e di Governare lo Stato Italiano.
La conquista della poltrona Politica e’ un privilegio di pochi ma anche una grande responsabilita’ verso molti, non puo’ essere un mezzo per diventare ricchi e rubare agli Italiani, credendo che non se ne accorga nessuno.
Per me Lei On. Lupi puo’ fare qualcosa per cambiare la Politica, perche’ credo che Lei sia pulito ed un buon servitore dello Stato.
” Ci vuole il coraggio di cambiare….!!!! ” lo ha detto Berlusconi ieri in una intervista, credo che abbia detto una cosa sacrosanta. O si cambia o si cade giu’, non si puo’ continuare cosi’ come in passato,
BASTA, ruberie, sprechi assurdi, stipendi folli, milioni di Euro dello Stato occultati chi sa’ dove.

Daniele Scrignarosays:

Cominciamo male, sig. Buemi, parlando di cose che non si sanno si fa il gioco del demonio. Non sono insegnante. Due semplici fatti. Un laureato che insegna – uno cui affidiamo una parte importante dello sviluppo della risorsa più preziosa del Paese, cioè i figli – ha uno stipendio mediamente inferiore di almeno il 30% di un altro laureato dipendente (che significa 12 ore delle 40) – un medico ospedaliero arriva anche a più del doppio. Secondo, dopo le 18 ore di lezione, un insegnante ha preparazione delle lezioni e dei compiti (con la presenza di stranieri con alfabetizzazione differenziata va preparato un compito personalizzato per ogni alunno), correzione dei compiti, scrutini, consigli di classe, collegi docenti, riunioni di materia, redazione dei programmi, corsi di aggiornamento: valutate, ad esempio per chi insegna lettere alle superiori, in 2-3 ore al giorno (altre 12-18 ore a settimana). Facciamo due conti e vediamo chi prende gli schiaffi e chi li dà.

Placidosays:

E per gli esodati che raggiungono i requisiti dopo il 2014, devono andare a rubare o alla caritas?

Caro Maurizio ha detto bene Berlusconi, questo governo tecnico che è stato fortemente voluto dalla Merkel, dalla sinistra e soprattutto da Napolitano ha lavorato malissimo e continua imperterrito a rovinare gli italiani. Siamo allo stremo, voi forse non immaginate neanche le difficoltà giornaliere che dobbiamo affrontare tutti noi del ceto medio e basso della popolazione. Siamo arrabbiati e forse, ancora peggio, ci stiamo arrendendo alla depressione. C’è bisogno di segnali forti, non bastano le briciole a chi è affamato!

Caro Lupi il problema non è su ciò che state facendo ma sul niente o molto poco fatto in passato. Mi riferisco alla classe politica che, in verità, politica non è ma politicante, ovvero la politica interpretata come mestiere da quasi la totalità dei parlamentari. Il disappunto, chiamiamolo così, degli italiani sta tutto qui. Dovete rinnovarvi nel senso più ampio del termine, rendervi accettabili introducendo da subito regole chiare, compensi chiari ma soprattutto decenti. Dovete essere Voi stessi a rinunciare ai molti privilegi avuti e restituire il maltolto. La vergogna di qualche giorno fa circa la trasformazione del vitalizio in pensione ma in realtà rimane tutto come era la dice lunga sulla Vs. credibilità.
Così non andrete da nessuna parte

claudio tuvosays:

Caro Lupi pagherete caro il sostegno a Monti, Avete fino ad oggi affossato la povera ggente 8

A continuazione del messaggio precedente e dopo aver letto altri commenti. Ma Vi siete accorti che la legge teste emanata cosi detta “anticorruzione” serve meno che a niente? E che per fare una legge inutile avete perso 3 mesi? Provi a recarsi in qualunque ospedale d’italia o presso qualunque ASL per capire quali sono i laureati assunti tout court perchè figli di.. a dispetto del loro scarsissimo punteggio di laurea, con anni di fuori corso e nessuna specializzazione. E già che c’è dia anche una occhiata a come funziona in campo Giustizia. La ruota gira sempre allo stesso modo.

claudio tuvosays:

Caro Lupi pagherete caro il sostegno a Monti. Avete fino ad oggi affossato la povera gente (e solo quella) e ora venite a dire “guardate che bravi con la legge di stabilità”?. No. mi dispiace, anche perchè sono stato un vostro elettore. Persini convino. Sicuramente deluso e disgustato. Troppo tardi. Ora sarà battaglia contro gli assassini del popolo. Vergogna tutta la vita. Non ti piacerà questo commento. Mi dispiace, leggi pure gli altri, ma questo è il mio pensiero. Sui fatti, non sulle chiacchiere. Saluti.

vincenzosays:

La politica lavora per rimediare ai danni ormai fatti. Meglio tardi che mai. Ma i provvedimenti adottati non cambiano di un euro il saldo dei miliardi che bisogna mettere insieme per portare a termine questa legge di stabilità. Mi piacerebbe sentire che il parlamento lavora sodo per la riduzione delle indennità degli uomini politici in genere, per la riduzione del numero dei parlamentari, e per l’abolizione di tutti gli enti inutili. Questo potrebbe portare alla riduzione dei sacrifici che bisogna fare. Fino ad ora a questi problemi il parlamento non ci ha proprio pensato. E Grillo continua a guadagnare consensi restituendo addirittura i rimborsi elettorali! Cosa faranno i suoi seguaci quando entraranno in forze in parlamento?

Achille Cileasays:

Carissimo,prendo atto della tua soddisfazione ma per farla divenire anche la mia vorrei avere notizia delle due proposte che umilmente mi sono permesso di farti avere e di cui non ho avuto notizia né sono riuscito a trovare traccia sui resoconti parlamentari che ho letto. La prima consisteva nella richiesta del RICONOSCIMENTO DELL’ADEGUAMENTO DEL 2,6 % A TUTTE LE PENSIONI DI IMPORTO FINO A TRE VOLTE IL MINIMO CON LA STERILIZZAZIONE SOLO DELLA PARTE ECCEDENTE TALE SOGLIA.
La seconda consisteva nell’aggiornamento alla pensione minima INPS del limite di reddito (fermo dal 1986 ,quando era di £ 5.000.000)perché i figli disabili siano considerati a carico (art 12 del TUIR-DPR 917/86)-Buona serata,Achille Cilea

claudiosays:

Gent.mo On.Lupi, gli emendamenti sono positivi: bisogna ridurre tuttavia le spese dello stato, anche per investimenti. Le faccio un esempio: paghiamo bollette elettriche carissime anche per finanziare fotovoltaico et similia, non si potrebbe tagliare qst finanziamenti per far risparmiare molti mld di euro allo stato?
PErsonalmente la ringrazio per l’eliminazione delle 24 ore,che non sono quelle di lavoro ma quelle di servizio davanti agli studenti. Per chi non lo ha ancora capito ricordo come nelle scorse settimane è stato messo in evidenza che l’insegnante italiano lavora mediamente come i colleghi europei ma prende meno (siamo troppi); da qst’anno timbro il cartellino e voglio rassicurare tutti: alla fine supererò le mille ore a scuola e mancano tutte quelle a casa. Con il criterio che usano alcune persone i prof. universitari dovrebbero essere pagati un quarto di un impiegato! Cmq c’è modo per risparmiare ancora nella scuola, nelle pieghe delle spese ministeriali e nei fondi d’istituto. Poi bisognerebbe ricominciare a fare quello che faceva tremonti: diminuire il mumero di docenti e bidelli, rimpiazzando solo una parte dei pensionamenti. Come si vede faccio proposte concrete di risparmio, non finte come profumo: e nemmeno sono demagogo come i miei colleghi di sinistra che vogliono solo posti da fame per mogliettine e poveracci in cambio di voti.
Saluti e grazie. P.S.: basta sciocchezze per il futuro. Liste un po’ più pulite e persone equilibrate, ma orgogliose del proprio operato. Basta inginocchiarsi a Monti, al Bildelberg e ai postcomunisti.

Vittoriosays:

ma come è possibile che nel decreto crescita ci sia scritta una norma che mi obbliga a chiedere a un fornitore che mi ha fatto un lavoro se lui ha pagato l’inps e ha versato l’IVA se non pago la prestazione effettuata?
QUESTE SONO LE COSE, FRA LE TANTE, APRROVATE CHE STRANGOLANO L’ECONOMIA!

Antonietta Grillosays:

On.Maurizio Lupi
Bene le modifiche apportate alla legge di stabilità,almeno alcuni soggetti hanno un respiro di sollievo . Per il futuro è auspicabile una riforma del sistema delle tassazioni per non far pagare ai soliti noti. I vincitori delle elezioni dovranno predisporre per la nostra Italia un programma nel quale tasse,lavoro e sviluppo saranno priorità da richiedere soluzioni efficaci.Sulla base di questo pensiero si può costruire un’etica che,per usare l’espressione di Hutcheson,assegni come fine alle azioni”il maggior utile possibile per il maggior numero possibile di persone”.

bruno baldinisays:

Caro Maurizio, vanno bene tutte le azioni intraprese, ma bisogna fare sempre di più per la famiglie, per i giovani e per le persone anziane e poi basta con questi prelievi sui depositi e sui conti correnti dei piccoli risparmiatori.In quanto elettore della PDL dico che come partito nelle prossime elezioni dobbiamo limitare i danni fare delle alleanze e non rimanere fuori dai giochi.
A presto ti seguo sempre.
Bruno Baldini Terni

angelo pepesays:

Condivido in pieno la replica del sig. Scrignaro al post di Filippo Buemi.
Io sono un docente ormai in pensione, ciò nonostante, ancora oggi come ieri, mi innervosisce l’estrema superficialità con la quale moltissime persone, come il sig. Buemi, fanno affermazioni sul lavoro dei docenti nella più commpleta ignoranza in materia.
Il sig. Buemi “dovrebbe” sapere che il lavoro mentale è molto più stressante del lavoro fisico, è stare in classi di trenta alunni per fare in media 4 ore di lezioni al giorno non è per niente leggero.
Ma le 18 ore si riferiscono all’insegnamento curriculare. Poi c’è una quantità enorme di lavoro extracurriculare (in parte elencato dal sig. Scrignaro), che va ben oltre le 36 ore settimanali.
Un solo esempio: mia moglie, insegnante elementare, che nonostante i suoi 60 anni di età e 38 anni di lavoro non può più andare in pensione grazie alla riforma Fornero (classe 1952), prende servizio alla mattina alle 8,20 e torna la sera intorno alle 18,00, in media 2-3 giorni a settimana. Perché lei, sig. Buemi, non lo sa che mia moglie quasi tutti i giorni è impegnata a scuola tra consigli e corsi di aggiornamento e di formazione, e questo a 60 anni. Per lei fa solo 18 ore! Come non sa che molti genitori le dicono che non riescono ad educare i propri figli perché troppo vivaci (pur avendone 1 o 2) però pretendono che gli insegnanti siano in grado di farlo per 60, 80, 100 ragazzi con la sola forza della parola.
Come non sa che gli insegnanti per arrivare ad un posto fisso da 1.300 euro al mese, caso mai intorno ai 35-45 anni, hanno studiato un vita intera.
Sig. Buemi mi creda, il lavoro di insegnante, fatto come si deve e con l’attuale carico di lavoro, è uno dei lavori più faticosi e meriterebbe ben oltre i 1.300 euro al mese ma, soprattutto, meriterebbe una considerazione sociale che non ha più, grazie proprio ai tanti Buemi di cui è fatta l’Italia.
La saluto.

aldo neirottisays:

Caro Maurizio, leggo dai post precedenti che molti la pensano come me. Sintetizzo: il passato immobilismo dei politici politicanti ci ha inguaiato tutti e ora, per rimettersi in sesto, ci vogliono azioni dal forte impatto; rinunciate drasticamente ai vostri privilegi, riducete il costo delle istituzioni, Presidenza della Repubblica compresa. Tagliate sul serio gli enti inutili e le sovvenzioni pubbliche a iniziative ridicole. Certo non sono cifre che salvano l’Italia, ma sufficienti a risolvere qualche problema e, sicuramente, ad avvicinare la politica al popolo. Riguardo all’impegno orario della scuola, certo i migliori insegnanti (ma sicuramente non tutti) dedicano tempo per i preparativi e per correggere i compiti; una banale proposta: perché devono farlo a casa? Potrebbero lavorare a scuola: ingresso alle otto, timbratura di un cartellino, uscita alle 17, altra timbratura, venticinque – trenta giorni di ferie tutto compreso all’anno. Non credo sia cosa che uccide: la fanno tutti gli operai e impiegati del mondo. Così smetterebbero le polemiche ma, ne sono convinto, comincerebbe uno sciopero ad oltranza dei docenti, sciopero per tre o quattro anni consecutivi.

Luxardo Eugeniosays:

Cordiali Saluti ! Congratulezioni ! Eugenio Luxardo

e mai nessuno che dica, cercheremo di fare di tutto per ridare i diritti maturati e poi rubati per incapacità del governo, a quelli che con 30/35 anni di lavoro si sono visti cambiare le carte in tavola per la loro pensione

angelo pepesays:

Grazie sig. Neirotti per l’alta considerazione che lei ha per i docenti e, quindi, per l’istruzione dei giovani in generale. Se il sig. Buemi si è accontento di farli lavorare 36/40 ore a settimana, lei va oltre, vuole farli stare a scuola 54 ore (le scuole non hanno le mense….) e non dare a loro nemmeno il mese di ferie che si dà a tutti i lavoratori!
Mi ricordo quando negli anni 70 e 80 nell’industrializzato nord dell’Italia nessuno voleva fare il docente. I giovani del nord, allora miei coetanei, mi dicevano che fare il docente era un lavora da fessi. A nord, a 18, seppure semianalfabeta entravi in fabbrica, lavoravi e avevi uno stipendio. Poi, il sabato sera tutti andavano a divertirsi, coi soldi in tasca. E se, la fabbrica non ti piaceva potevi sempre cambiarla, il lavoro c’era per tutti.
Ridicolarizzavano quei giovani fessi, che come me, spendevano anni e anni di studi sui libri per fare il docente nella scuola per la stessa paga di un operaio, a trent’anni (allora era più facile ottenere anche un posto da insegnante).
Oggi la situazione economica è radicalmente cambiata, le fabbriche chiudono e gli operai sono senza lavoro. Ora quei giovani operai di ieri hanno scoperto i 1.300 “sicuri” degli insegnanti statali. Oggi gli insegnanti sono gli “operai della scuola” privilegiati. A molti non interessa quanto hanno speso nella vita gli insegnanti e, aggiungo io, quanto ancora fanno sicuramente molto più di prima. Quello che vedono è che gli insegnanti hanno uno stipendio statale. Allora perché non denigrarli al motto: a mal comune mezzo gaudio.
Questo i governanti l’hanno capito già da tempo, ecco perché tagliano sempre sulla scuola, perché sanno che hanno nell’opinione pubblica molti dalla loro parte.

angelo pepesays:

On.le Lupi,
proprio oggi 18 novembre, prima di questo mio delle ore 17:46, ho inviato un altro post in risposta a quello del sig. Buemi. Ovviamente il mio post era in attesa di approvazione. Sono rimasto sorpreso quando ho visto pubblicati altri post successivi al mio mentre il mio spariva del tutto.
Eppure non avevo scritto nulla di offensivo o riprovevole, se non una difesa sentita della categoria dei docenti della scuola. Non capisco, quindi, il motivo di tale censura.
A questo punto dubito della pubblicazione anche di quest’ultimo.
Cordiali saluti

Il sig. Claudio aveva iniziato bene affermando che “con il criterio che usano alcune persone i prof. universitari dovrebbero essere pagati un quarto di un impiegato”. Quindi, secondo lui, il lavoro va valutato anche nella sua specificità e non solo nella sua quantità temporale. Su questo concordo.
Peccato però che poi afferma che “bisognerebbe ricominciare a fare quello che faceva tremonti: diminuire il mumero di docenti e bidelli, rimpiazzando solo una parte dei pensionamenti. ”
Una contraddizione bella e buona.
Il numero dei docenti si può diminuire SOLO aumentando il loro orario di cattedra. Che è proprio quello che volevano fare con la Legge di Stabilità, e meno male che il PdL si è opposto.
Se questa sciagurata evenienza si fosse avverata oggi ci ritroveremmo con 1/3 dei docenti a tempo indeterminato senza più una cattedra e decine di migliaia di precari (40 anni di età media), che dopo oltre un decennio di attesa nelle graduatorie ad esaurimento (nervoso), dovevano rinunciare definitivamente all’insegnamento per fare che cosa? A quaranta anni!
E lo stato mentale dei docenti che rimanevano con la cattedra come si sarebbe ridotto? E’ possibile fare per anni e anni 5 ore di lezioni al giorno in classi “vivaci” di trenta alunni? Un motivo per cui i docenti sono i più stressati tra i lavoratori ci deve pure essere….
Infine voglio ricordare che gli insegnanti sono stati già ridotti all’osso, tant’é che decine di migliaia di cattedre vengono coperte ogni anno da supplenti attinti dalle graduatorie d’istituto.
Se poi pensiamo al risparmio costi quel che costi, non ci lamentiamo se in tantissime scuole i docenti ancora non sono stati nominati a novembre inoltrato e negli ospedali le barelle affollate nei corridoi sostituiscono i posti letto mentre un solo medico fa i salti mortali tra decine di malati abbandonati a se stessi.
ANCHE IL RISPARMIO HA UN COSTO.

Gianfrancosays:

Caro On Lupi. Molti l’abbiamo simpatico, ma certe verità anche particolari devono essere dette. So che il mio problema i politici se lo sono messo dietro ma è un fatto gravissimo della realtà italiana.
Sono uno dei 450.000 italiani derubati dalla repubblica di Argentina e i politici se ne sono fregati. Sono ancora molto attivo per dimostrare che non tutti sono delle amebe. Non si fanno la festa della milonga al Campidoglio quest’anno. Non si fa un convegno al Ministero degli Esteri sulla tragedia della dittatura argentina del 1976, permettendo agli infingardi (sono buono) argentini per coprire con cortine fumogene il ladrocinio agli italiani e in definitiva all’Italia adesso di ben 30 Miliardi di EURO.
UN CONCETTO CI TENGO DIRLE: UN GUAIO DELL’ITALIA SONO I FUNZIONARI DI UN CERTO LIVELLO SONO FRA I PIU’ TREMENDI. MI RIFERISCO IN PARTICOLARE ALLA FARNESINA E3 AL MINISTERO DEL TESORO. Non che certi politici, non pochi, non siano deleteri per la comunità, mi riferisco per esempio a Vincenzo Scotti, persona squallida per le sue posizioni di anche completo ignorante dei dettati della Costituzione. Se vuole sono a disposizione per un informato rapporto.
La saluto e ringrazio se vorrà incontrarmi. Il consenso talvolta si conquista con il fare bene.
Gianfranco Lucifora
gfrmls@gmail.com
347 9038199

Eccolo pubblicato, la coda di moderazione si era allungata troppo, chiedo scusa.

Grazie per la tua opinione

Grazie Bruno

Grazie Antonietta

Grazie Claudio per l’apprezzamento costruttivo e per le altre considerazioni

Non avevo in programma di scrivere altro ma la tentazione è troppo forte. Ora è certificato che il PDL ha sin quì e, purtroppo continua a farlo, sostenuto un “farlocco”. Non si può definire in altro modo uno che va all’estero a spese degli italiani e pronuncia frasi del tipo: Dopo di me non ci sono garanzie- Che sia un presuntuoso lo hanno capito anche i sassi ma a questo punto è molto molto peggio. MANDATELO A CASA è già troppo tardi.

Gentile prof. Pepe, forse non mi sono spiegato bene. Riconosco appieno il fatto che gli insegnanti lavorino ben più delle diciotto ore che passano in classe a far fronte da una ventina di ragazzi spesso scavezzacolli viziati; riconosco che l’impresa è ardua e che, dopo le lezioni, ci sono i compiti da correggere, le lezioni da preparare, gli argomenti da approfondire, gli aggiornamenti da attuare e tante altre misconosciute attività che richiedono un sacco di tempo. La mia semplice proposta è che tutte queste cose potrebbero esser fatte a scuola, timbrando un cartellino come fanno molti professionisti che, come Lei, hanno studiato per tanti anni; non ci vedo alcunché di scandaloso. Riguardo alle ferie, se legge attentamente, si accorgerà che ho proposto venticinque giorni lavorativi, corrispondenti a più di un mese solare, sufficiente a moltissimi laureati che lavorano nel privato e nel pubblico. La scuola non ha mensa? Ma neppure la stragrande maggioranza degli uffici, altrimenti di cosa vivrebbero quei bar che vendono panini e piatti freddi?
In conclusione, prof Pepe, non ce l’ho con la categoria dei docenti, anzi, li considero miei simili. Anch’io ho sempre lavorato di cervello e mai di mano cercando, nel contempo, di insegnare qualcosa a qualcuno; so benissimo cosa voglia dire tener testa e coordinare più persone per il raggiungimento di un comune traguardo: lo facevo con un centinaio di padri dei suoi allievi che, Le assicuro, erano più maliziosi dei loro figli. Concordo con Lei: è un lavoro faticante, snervante e a volte demoralizzante.
Fatevi valere e togliete agli scettici la scusa che il vostro è un lavoro part time di diciotto ore, pretendendo di svolgerlo tutto entro le mura di una scuola.

angelo pepesays:

Gentile sig. Neirotti, la ringrazio per le sue chiarificazioni. Nella sostanza condividiamo il fatto che il lavoro degli insegnanti non si racchiude nelle 18 ore settimanali delle sole lezioni curriculari, ma va ben oltre. Comunque lei desidera che tutto il lavoro degli insegnanti venga svolto tra le mura delle scuole, con un sottinteso pizzico di malizia (me lo permetta), solo così siamo sicuri che gli insegnanti lavorino effettivamente almeno 36 ore alla settimana, il cartellino timbrato fa fede…
Forse il suo desiderio è anche il desiderio degli stessi insegnanti, proprio in virtù del fatto che il loro lavoro, per quanto enorme, non viene minimamente giuridicamente evidenziato.
Per fare ciò bisognerebbe oggettivamente attrezzare le scuole per contenere qualche centinaio di docenti in contemporanea, con le varie disponibilità di tecnologie, oltre gli eventuali alunni presenti a scuola….
Venendo alla mensa, la stragrande maggioranza degli uffici fanno un orario 8-14, con un piccola pausa intermedia, quindi non hanno la mensa. Ma mi risulta che in tutti quelli che fanno un orario proposto da lei per i docdenti c’è la mensa o il buono pasto da consumare in qualche ristorantino convenzionato o da spendere al supermercato. A meno che lei non ritenga onorevole anche portarsi la pagnotta da casa (a proprie spese), caso mai nella scodella di alluminio (ma questa è solo una battuta).
Tuttavia le sfugge la specificità dell’insegnamento. E’ una professione che è fondata sulla spremitura delle meningi che, per loro natura, non possono essere spremute per troppo tempo. E insegnare, discutere, organizzare, valutare, preparare lezioni e materiale idoneo ad esse è TUTTO spremitura di meningi.
A questo punto deve convenire che dopo tanti anni di studi e di soldi spesi, dopo essere stato in contatto almeno 4 ore al giorno con gli alunni vispi e dopo essere stato a scuola dalle 8 alle 17, essere retribuito con 1.300 euro al mese è uno schiaffo alla dignità dell’insegnamento.
Perché, gentile sig, Neirotti, se paghiamo le persone solo facendo riferimento al tempo di lavoro e non alla qualità del lavoro, non dovremmo pagare più nessuno, specialmente i professori universitari.
Anzi, e concludo, mi viene in mente quell’aneddoto che dice: “Un giorno un paziente andò dal medico per una visita. La visità durò solo 5 minuti e il medico chiese come parcella 200 euro (attuali). Come? -disse il paziente- 200 euro per 5 minuti? Il medico gli rispose: si, la visita è durata 5 minuti ma io per arrivare ha questa diagnosi ho studiato trent’anni!
La saluto cordialmente.

angelo pepesays:

Ovviamente volevo dire: “a questa diagnosi (senza l’acca)”.
Capisco che lei avrebbe intuito che si tratta di un semplice errore di digitazione ma sa, di questi tempi……

Ho ascoltato poco fa l’intervento in conferenza di Alfano e Brunetta su ciò che siete riusciti a fare ed evitare circa la legge di stabilità: BENE. Tuttavia ai gravissimi danni causati da questo esecutivo chi porrà rimedio? Hanno costretto alla chiusura migliaia di fabbriche le quali, se non erro, producono reddito il quale, sempre salvo errori, genera il gettito fiscale. Per le scelte perverse unite a quella ancora più ottusa di non provvedere alla eliminazione degli sprechi nemmeno dei più vergognosi ed evidenti chi porrà rimedio? Certo mi rendo conto che la situazione iniziale, mi riferisco ad un anno fa, non era rosea ma l’intervento è stato disastroso da ogni punto di vista e voi PDL, che ci rappresentate, non avete fermato e ancora non fermate lo scempio in atto. Da quì ad Aprile questo governo moltiplicherà i danni, ciò significa miseria nera ma può anche significare grave eversione.

Questo filmato fa capire cosa bisogna fare nella vita per essere un giorno un insegnante a 1.300 euro al mese.
http://www.orizzontescuola.it/news/aspirante-precari-800-km-allandata-e-800-al-ritorno
E poi uno deve pure sentirsi dire che gli insegnanti lavorano poco….

Zeffira Marossisays:

Egr. On. Lupi,
sono interessata ad una protesta contro la crescente povertà delle famiglie in quanto con la nuova riforma delle pensioni Ministro Fornero, e le indicazioni dell’età per conseguirla, sono nata nel 1952 e iscritta all’INPS dal 1967 con i requisiti per la pensione di vecchiaia (20 anni) già nel 1995 come da legge,io aspettavo il compimento dei 60 anni (2012) per fare la domanda ma il 04/12/2011 sono state cambiate le regole per accedere… e non sono riuscita a farmi riconoscere come avente diritto in quanto non avevo versato una quota di contributo volontario.
Attualmente sono una precaria, con 89 mesi di mobilità al 27/12/2012.
Avrei dovuto entrare in pensione nel mese di Aprile 2014 (con la finestra della precedente legge quella in vigore fino al 2010), ma se non c’è qualche cambiamento continuerò a rincorre l’età (5 anni ancora) e per una persona senza reddito, è veramente dura!
Sono certa di non essere la sola persona con questa caratteristica, ma io sono cresciuta con la consapevolezza d’avere un aiuto in tarda età per i contributi da lavoro versati, ed ora mi sento tradita “dalle istituzioni” e dallo “stato sociale” per questo chiedo aiuto contro le azioni troppo dure effettuate nel precedente “governo”, e per le bugie che ci hanno condizionato l’esistenza facendoci crederci realtà non veritiere.
Grazie e distinti saluti
Zeffira

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