I magistrati guardano la pagliuzza e non vedono la trave

Anche il Csm ha un solo pensiero fisso: BERLUSCONI. La condanna per il processo Unipol è l’ennesima dimostrazione che in Italia non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge
AGGIORNAMENTO 10 MARZO
L’accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi è una cosa inaccettabile. C’è un evidente sbilanciamento dei poteri e questo costituisce un pericolo per la democrazia. Abbiamo raggiunto il limite e ci stiamo muovendo in un terreno molto pericoloso. Serve un intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano prima che sia troppo tardi.
 
AGGIORNAMENTO 8 MARZO
La faziosità di certi magistrati non conosce confini. Come si fa a mettere in dubbio una malattia solo perché il malato è Silvio Berlusconi? In realtà quello che è accaduto oggi a Milano con il “grande inquisitore” Ilda Boccassini che per l’occasione ha rispolverato la propria laurea in medicina, è la testimonianza più evidente di come quello che si sta svolgendo sia un processo dall’epilogo già scritto. L’unico obiettivo è arrivare prima possibile alla condanna, le malattie non sono ammesse.

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AGGIORNAMENTO DEL 7 MARZO
Mi piacerebbe sapere cosa ha da dire oggi il Csm davanti alla scandalosa condanna ad un anno per Silvio Berlusconi nel processo Unipol. Una condanna politica che ha come unico obiettivo quello di eliminare un nemico che alle ultime elezioni ha dimostrato di essere tutt’altro che “morto”. Sono queste le cose che fanno perdere credibilità ai magistrati e alla giustizia italiana. Decisioni ad orologeria che dimostrano come in Italia non tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
 
Invece di attaccare ciò che il presidente Silvio Berlusconi dice, a ragione, su una parte della magistratura, i consiglieri del Csm dovrebbero guardare in casa propria. Hanno detto “Un Paese che non crede nei suoi giudici mette a rischio l’assetto democratico”.
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Peccato che l’elenco dei magistrati che hanno pubblicamente dimostrato di agire secondo logiche di appartenenza politica è ormai lunghissimo. Non sono forse loro i primi a distruggere la credibilità della giustizia italiana? Denunciare questa anomalia è un dovere per chi, come noi, crede in una giustizia che offre uguali garanzie a tutti i cittadini.

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