Renzi faccia un comitato che lavori su riforme, crescita, lavoro, famiglie, imprese e tasse

Leggete l’intervista a Maurizio Lupi su la Repubblica “Renzi faccia un comitato degli alleati che scriva il programma punto per punto” di lunedì 17 febbraio a cura di Francesco Bei.

 
Nessun incontro ieri fra Renzi e Alfano. Sarebbe stata una «scortesia istituzionale» nei confronti di Napolitano, che solo questa mattina conferirà l’incarico al segretario democratico. Ma il Nuovo centrodestra ha ben chiaro cosa chiederà a Renzi, Maurizio Lupi ne ha discusso a lungo con Angelino Alfano: l’insediamento di un «comitato programmatico», visibile a tutti, con la partecipazione di tutti gli alleati, che lavori «giorno e notte» al patto di governo.
 
Lupi, ci vuole far credere che non parlerete di poltrone?
«Di quelle parleremo dopo aver definito i contenuti e il programma. Chi dice che i posti di potere fanno schifo, che avere 18 ministri tutti bianchi o tutti rossi sia la stessa cosa, è solo un ipocrita. Ma noi la pensiamo come il teologo Romano Guardini:

il potere è neutro, può essere buono se è usato per servire la propria comunità, diventa maligno se piegato agli interessi privati“».

 
Bene, ma in concreto?
«Partiamo intanto dall’evidenza che stiamo parlando di un governo di coalizione. Che, come tale, deve avere tutte le anime che lo compongono pienamente rappresentante».
 
E voi ministri di Letta non chiedete la riconferma? E Alfano al Viminale?
«Tutto dovrà essere discusso, ma ricordo che noi siamo nati a ottobre 2013 per un atto di responsabilità nei confronti degli italiani. Figuriamoci se decidiamo di sostenere il governo Renzi in base alle poltrone che ci danno o che ci negano.
Per noi è importante sottolineare una cosa: quello che è successo è stato molto negativo, il Pd si è assunto la responsabilità di far cadere un governo guidato dal suo vice-segretario. Ora si fa avanti il leader del principale partito di maggioranza. Benissimo, ma per noi contano i contenuti del patto di legislatura. Perché se Renzi immagina un governo di centrosinistra noi lo salutiamo e ci fermiamo qui. Non abbiamo paura di misurarci alle elezioni».
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Alfano vicepremier è una vostra richiesta?
«Se è un governo di coalizione e non un governo di centrosinistra, questa qualificazione deve essere visibile non solo nella sua composizione ma anche nella sua guida. Nessuno ha vinto le elezioni, è bene che tutti se lo ricordino. È legittimo che il Pd rivendichi per il suo segretario la presidenza del Consiglio, tuttavia noi siamo la seconda forza della maggioranza, alternativa alla sinistra, e riteniamo di dover avere una rappresentanza politica altrettanto autorevole».
 
Renzi ha fretta, vuole chiudere tutto in una settimana. Ce la farà?
«Nemmeno noi vogliamo fare melina, ma ci vorrà il tempo necessario. In Germania ci hanno messo due mesi a fare il programma e il governo. Oltretutto, grazie al governo Letta-Alfano, la situazione oggi non è più drammatica, la speculazione è lontana, i mercati sono tranquilli».
 
Cosa chiederete al premier incaricato?
«Gli proporremo di costituire un comitato che lavori sul programma. Giorno e notte se necessario. Punto per punto, in maniera dettagliata, su foglio Excel come dice lui.

  • riforme
  • crescita
  • lavoro
  • famiglie
  • imprese
  • tasse

Su ogni capitolo andrà svolto un approfondimento e trovata una sintesi».
 
Anche sulle riforme istituzionali?
«Scherziamo? Come si può immaginare di procedere con maggioranze variabili su un tema così delicato, che tocca il funzionamento dello Stato e della stessa democrazia parlamentare. Sarebbe un’anomalia molto forte se Renzi pensasse a un accordo separato con Forza Italia tagliando fuori le forze della sua maggioranza».
 
L’ha già fatto con l’Italicum…
«Noi quell’accordo non ce lo rimangiano. Ma, fermo restando l’impianto, chiediamo modifiche sulle preferenze, soglie di sbarramento e premio di maggioranza. Ci sono ancora tante cose che si possono migliorare, dobbiamo consegnare al paese una buona legge che duri anni».
 
Con Berlusconi ormai siete ai materassi. Mai si era visto Alfano così scatenato…
«Il Berlusconi che ha parlato di noi e di Alfano come “utili idioti” non è quello che abbiamo conosciuto nel 1994. Ha detto che alla fine ci potrà “riprendere“, ma si sbaglia. Riprendere è un verbo che si usa per le cose, lo può usare con Dudù. Ma io non sono una cosa e nemmeno un cane.
Il progetto politico a cui lavoriamo è quello di un grande centrodestra. Se i disegni politici saranno complementari bene, altrimenti gli italiani avranno la libertà di scegliere tra noi e Forza Italia».