Alleanza Alitalia Etihad: "o si cambia o si muore"

Alleanza Alitalia Etihad, intervista del Ministro Lupi a La Stampa di giovedì 1 maggio su Alitalia ed Etihad “Per la compagnia un socio forte. Dagli arabi nessun ultimatum”

Maurizio Lupi è appena uscito da Palazzo Chigi dove è stata discussa la riforma della Pubblica amministrazione. Una lunga discussione, spiega il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, in cui è stata avviata «una svolta epocale» che dà il segno della «sfida dell’innovazione in questo come su tanti altri settori. O si cambia o si muore. E con Renzi la sintonia è totale, anche su come affrontare la questione dell’Alitalia».
 
Ecco, lei ha incontrato nel pomeriggio il premier il giorno dopo la lettera che Etihad ha inviato all’amministratore delegato dell’Alitalia Del Torchio. Quanto siete preoccupati che la trattativa possa fallire?
«Intanto una premessa d’obbligo: la trattativa è tra due aziende private, il governo non c’entra . Noi siamo interessati al piano industriale, ad un’alleanza che rilanci Alitalia a livello internazionale. Vogliamo che il nostro Paese diventi un hub naturale. La mia preoccupazione è che Alitalia trovi un partner forte, cosa che non è successa finora».
 
Lei è a conoscenza dei contenuti della lettera. È un prendere o lasciare?
Da quello che mi ha detto Del Torchio non è un prendere o lasciare ma è una proposta seria. Il dialogo è in corso e sui giusti binari. Ora i soci italiani devono dare una risposta puntuale alle richieste di Etihad che non ha posto alcun aut aut. Posso dire che sono moderatamente ottimista. Aspettiamo e vediamo».
 
Se la trattativa fallisse la patata bollente arriverebbe dritta sul suo tavolo: un incubo per lei.
«Guardi che noi l’avevamo già affrontata questa patata bollente. Sembra che siano passati decenni da quando, a ottobre, abbiamo affrontato il problema Alitalia che era tornata sull’orlo del baratro. Avevamo detto: lo Stato non ci mette soldi pubblici e abbiamo chiesto ai privati di crederci.
Oggi, dopo i primi mesi dell’anno, il bilancio è in linea con piano presentato da Del Torchio. Se le cose dovessero andare male, cosa che io non solo non mi auguro ma non credo assolutamente, vedremo cosa fare».
 
Alitalia è una grande malata nonostante i piani salvataggi e l’intervento dei famosi «imprenditori patrioti» chiamati da Berlusconi. Perchè le Ferrovie dello Stato sono state rilanciate e Alitalia no?
«Onestamente bisogna riconoscere che i nuovi soci italiani di Alitalia hanno investito di loro risorse pari a un miliardo di euro nel 2009. Ma dal 2009 ad oggi, a differenze di quello che accaduto nelle ferrovie che ha investito nell’alta velocità, il mondo è cambiato nel settore del trasporto aereo. E nessuno poteva immaginare come.
Pensi che la stessa Etihad nel 2009 aveva 4 aerei, ora ne ha 120 e ne ha appena ordinato altri 100. Ryanair e Easy jet nel medio e corto raggio hanno fatto una concorrenza spietata con il low cost. Con questo non voglio giustificare il management Alitalia, perchè ognuno fa i suoi errori, anche in politica».
 
Per i politici la questione degli esuberi dovrebbe essere prioritaria: saranno a carico dello Stato. Lei su quanti esuberi non metterebbe mai la firma?
«Mi sembra l’impostazione più sbagliata. Il problema non sono gli esuberi ma se esiste un piano industriale credibile, se si vuole investire, fare sinergie, aprire nuove rotte. L’occupazione si crea e si difende creando sviluppo. Noi siamo rimasti al piano Del Torchio concordato con il sindacato che ha mostrato grande senso di responsabilità, cioè alla riduzione di 118 milioni di euro sul costo del lavoro».
 
Perchè si è aspettato che l’alta velocità per collegare gli aeroporti ci venisse chiesta dagli arabi?
«Noi facciamo i collegamenti dell’alta velocità come previsto dal mio piano nazionale per gli aeroporti. Finora non si è fatto perché si è ragionato per settori. Io rispondo di quello che abbiamo fatto e faremo. Sapendo che, e voglio ripeterlo, o si cambia o si muore».
 
La liberalizzazione di Linate sarà a scapito di Malpensa?
«Quando vedremo il piano industriale ne riparliamo, ma posso dirle che Malpensa rimarrà un aeroporto importante come Linate e Fiumicino. Non ho visto nei piani il ridimensionamento di Malpensa. Se Alitalia fosse fallita non staremmo qui a parlare di ridimensionamento di Malpensa».