OBBLIGO VACCINALE È L’EXTREMA RATIO

Considero l’obbligo vaccinale l’extrema ratio, quindi un provvedimento che ha le sue ragioni e la sua legittimità sancita dalla nostra Costituzione, ma da applicare appunto come ultima soluzione se la via della persuasione e della vaccinazione volontaria – che io ritengo la via migliore – dovesse fallire.
Queste decisioni vanno prese con metodo pragmatico e non ideologicamente, esattamente come il ”rischio calcolato” con cui si decisero le riaperture estive. C’è un bene generale da tutelare che è superiore – non trattandosi di diritti inalienabili della persona – alla libertà del singolo. Anni fa abbiamo reintrodotto l’obbligo di alcune
vaccinazioni quando ci siamo accorti che scendeva pericolosamente la percentuale dei vaccinati così da compromettere l’immunità di gregge.
Ma sul Covid guardiamo i fatti e i numeri: siamo al 70% dei vaccinati, a fine mese si prevede di raggiungere l’80% della popolazione sopra i 12 anni, incrementiamo la campagna vaccinale, torniamo alle 500.000 dosi giornaliere dopo il fisiologico calo di agosto, estendiamo eventualmente l’obbligo ad altre categorie, penso ad esempio ai professori che ogni giorno sono a contatto con decine di alunni, come già fatto per il personale medico e paramedico. Insomma, procediamo pragmaticamente, le contrapposizioni ideologiche sono già state la rovina per il nostro Paese.
E soprattutto non gonfiamo singoli episodi che sempre ci saranno, come ha detto Draghi, una foto di un bus pieno sarà inevitabile: il professore no vax che si ostina a presentarsi a scuola fa notizia, ma è più rappresentativo lui della situazione della scuola o il 91% dei professori vaccinati? Faccio mio l’appello del professor Gianni Vattimo, filosofo che pur critico sul green pass l’altro giorno ha detto: ”Vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi”.
Ripeto anch’io: vaccinatevi, non obbligateci ad obbligarvi.