Maurizio Lupi

 Sequestro Ilva lascia a piedi 20.000 operai
Luglio 26, 2012

Sequestro Ilva lascia a piedi 20.000 operai

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini conferma che a Taranto «la magistratura sta procedendo al sequestro degli impianti» dell’Ilva «e ad altre misure cautelari». Sapete quanti lavoratori rimarrebbero a piedi? Ecco cosa ne penso con le parole di Arthur Schnitzler

La magistratura ha sequestrato lo stabilimento Ilva di Taranto lasciando a spasso 20.000 operai nel momento più grave della crisi economica. La cosa peggiore è che il tutto viene fatto in nome della difesa dell’ambiente.
Quello che sta accadendo a Taranto è gravissimo. Il sequestro dell’area disposto dalla magistratura non può certo essere la soluzione, anzi si rischia di rendere ancora più incandescente una situazione delicatissima. Tutte le forze politiche devono impegnarsi, al fianco del governo e degli locali, per trovare nel più breve tempo possibile una soluzione che abbia come primo obiettivo quello di garantire l’impiego degli operai.
Arthur Schnitzler scriveva: “quando l’odio diventa codardo, se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia”.

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5 thoughts on “Sequestro Ilva lascia a piedi 20.000 operai

Francescosays:

Non so, io credo che se la percentuale di tumori è così alta, si debba bloccare tutto indipendentemente da quante persone rimangano a casa. Non si può far morire per far lavorare, io credo.

Maria Solesays:

Sono anni che distruggete l’ambiente, quei 20.000 mandateli a lavorare la terra!

Laura Carrassisays:

Ricordo che le Acciaierie di Ge-Cornigliano, che per anni rimasero attive nonostante le giuste e motivate proteste di coloro che risiedavano in quelle zone, vennero chiuse SOLO dopo l’assicurazione da parte dell’Impresa e degli enti locali che le centinaia di operai che vi lavoravano, non avrebbero perso il posto di lavoro, ma sarebbero stati integrati in altre attività….!!! Tutti hanno ragione, specialmente quando di mezzo c’è la salute, ma non sarà da oggi che l’ILVA inquina l’ambiente! Perchè si arriva sempre a prendere provvedimenti drastici, quando ormai la gente è esasperata e non si fa qualcosa prima di arrivare all’irreparabile, proteggendo salute e lavoro !?

Teodoro Angottisays:

Ogni attività umana deve avere una compatibilità con l’ambiente. I lavoratori? Devono essere riconvertiti in attività ecocompatibili, e nel frattempo – seppure lo Stato versa in condizione finanziarie a dir poco disastrose – deve farsene carico lo Stato la collettività, con misure come: Cassa integrazione e simili, di sicuro l’ambiente al primo posto, ed il lavoro, tutto il lavoro umano deve aver rispetto ASSOLUTO per l’ambiente.

Antonietta Grillosays:

Perchè non provare a leggere il codice dell’ambiente?Può aiutare a trovare la soluzione al caso ILVA di Taranto.

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