Maurizio Lupi

 Mio intervento a World e-Parliament Conference 2012
Settembre 13, 2012

Mio intervento a World e-Parliament Conference 2012

Ecco il mio intervento all’apertura dei lavori della 5a Conferenza mondiale sull’e-Parliament che tratta delle complesse problematiche connesse allo sviluppo della trasparenza nei parlamentie all’applicazione di tecnologie in rapidissima evoluzione.

I lavori si concluderanno con la “Celebrazione della Giornata internazionale della Democrazia – Promozione della Tolleranza e della Pace”, per promuovere tolleranza, convivenza fra religioni, culture ed etnie diverse, e ricostruzione delle società sconvolte dalla guerra.
Leggi il mio intervento di giovedì 13 settembre 2012 come “member of the Board of the Global Centre for ICT in Parliament”.

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Presidente Fini, Onorevoli membri delle 127 delegazioni parlamentari presenti, Rappresentanti di organizzazioni internazionali e governative, Gentili ospiti,
presto i lavori della 5a Conferenza mondiale sull’e-Parliamententreranno nel merito, anche tecnico, delle complesse problematiche connesse allo sviluppo della trasparenza nei parlamentie all’applicazione di tecnologie in rapidissima evoluzione. Ma prima che la Conferenza si inoltri in questi percorsi, permettetemi di trasmettervi alcune brevi considerazioni che non riguardano direttamente i temi della Conferenza, ma che derivano dall’aver guardato un po’ “dietro le quinte” di questa Conferenza, avendo dovuto –in questi mesi –seguirne la progettazione e l’organizzazione.
In primo luogo sento il dovere, non solo di ringraziare, ma anche di complimentarmi con le numerosissime delegazioni parlamentari presenti. 117 parlamenti nazionali e 10 parlamenti regionali hanno inviato una delegazione. Si tratta di un risultato veramente significativo. Come già il Presidente Fini ha detto, la Vostra risposta è stata superiore ad ogni nostraprevisione. Soprattutto in considerazione dei tempi ristretti che i Parlamenti hanno avuto a disposizione per rispondere all’invito che ho avuto l’onore di sottoscrivere, insieme al Presidente Martinez e al Vicepresidente Wieland.
La maggior parte di Voi ha dovuto conciliare la partecipazione a questa Conferenza con lavori parlamentari e impegni politici pressanti(come è quasi tutto ciò che rientra nella vita di noi parlamentari). La coincidenza dei nostri lavori con altri eventi interparlamentari, fra i quali un importante meeting di alto livello che si tiene in questi giorni nello Sri Lanka, ha anche impedito ad altre autorevoli delegazioni, guidatedai rispettivi Speaker, di essere a Roma.
La mia impressione –credo condivisa dagli altri organizzatori delle Nazioni Unite e dell’Unione Interparlamentare -è che questa risposta è un segnale chiaro del fatto che il brand “World e-Parliament Conference”si è ormai affermatonell’ambiente, cioè –prima di tutto – nella comunità dei Parlamenti. Durante i nostri lavori parleremo anche del World e-Parliament Report, di cui viene presentata oggi la terza edizione. Anche in questo caso, il numero di risposte all’indagine a tappetto che è stata preliminarmente svolta dimostra che sta progressivamente penetrando nei Parlamenti l’abitudine a fare riferimento ad uno strumento di benchm arkper orientare le proprie scelte strategiche.
Leggi anche “Politica, comunicazione e social media
Mi sembra una novità meritevole di essere segnalata. Dunque, quale prima conclusione di carattere più generale possiamo trarre da questi elementi? A mio parere quello che si sta realizzando sul piano delle nuove tecnologie è una crescente circolazione di informazioni e di buone pratiche fra i Parlamenti, che non ne limita in nulla l’indipendenza -connaturata alle loro funzioni sovrane -ma che già si traduce in:

  • un miglioramento della qualità dei risultati,
  • una accelerazione del processo di innovazione
  • e in un risparmio complessivodi risorse.

Se noi disponessimo di misuratori del livello complessivo e del ritmo di innovazione tecnologica nei Parlamenti –e rapportassimo questi dati a quelli sulle limitazione della spesa e sui tagli di bilancio – credo che emergerebbe un quadro complessivamentemoltopositivo (basta osservare con uno sguardo non superficiale l’evoluzione e i contenuti informativi della maggior parte dei siti web parlamentari).
Vi è poi un secondo elemento di riflessione che ricavo dalla organizzazione di questaConferenza, nonché dalla partecipazione a precedenti edizioni della World e-Parliament Conferencee dalla stessa mia partecipazione al Board del Centro Globale per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione: mi riferisco al fortissimo intrecciofra soluzioni tecniche e scelte di politica istituzionale.
World e-Parliament Conference 2012
Al decisore è richiesto sempre più un certo bagaglio di conoscenze tecnologiche, da possedere direttamente e personalmente. Allo stesso modo, a poco serve un bravissimo tecnico che non sappia abbastanza bene qual è il ruolo del Parlamento nel complessivo disegno costituzionale, quali sono le sue prerogative, e che non possegga addirittura conoscenze sui sistemi costituzionali degli altri paesi con le cui soluzioni tecnologiche è chiamato continuamente a confrontarsi.
Abbiamo dunque bisogno di moltiplicare le sedi –come appunto la World e-Parliament Conference – nelle quali questi problemi vengono affrontati simultaneamenteda tutte le prospettive che sono in campo:

  • finalità e strategie istituzionali,
  • esigenze di mobilità dei deputati,
  • forme della rappresentanza e forme della comunicazione politica,
  • ruolo della comunicazione video,
  • regole che disciplinano le procedure parlamentari,
  • innovazione tecnologica,
  • valutazione di fattibilitàe analisi costi/benefici,
  • ecc.

Infine vorrei fare riferimento ad un tema, che sarà sicuramente dibattuto nella Conferenza e che rappresenta una sorta di filo conduttoredi questo genere di iniziative: il tema degli standard. Ogni Parlamento è geloso custode non solo della propria indipendenza, ma anche della propria unicità. Per cui sembrerebbe sommamente contraddittorio parlare di standard in queste sedi. Eppure non è (più) così. Ciò dipende dal fatto che gli standard oggi non sono solo un mezzo per risparmiare risorse o per recuperare efficienza, ma sono un veicolo indispensabile per consentire l’accesso all’informazionesul processo politicoe quindi la trasparenza della vita democratica di un Paese. E questi sono valori profondamente radicati nella storia e nel ruolo funzionale di ogni Parlamento.
Seguendo da vicino le attività della Camera dei deputati in questo settore e anche i rapporti interparlamentari, ho avuto modo di constatare che –almeno a livello europeo –importanti progressi in questa direzione sono in atto, con una incisivainiziativa della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell’Unione Europea per la quale il Parlamento italiano si è fortemente impegnato.
Dobbiamo continuare in questa direzione perché su questo terreno si giocano –nella società contemporanea –battaglie politiche e valoriali importantissime, che lambiscono anche la sfera dei diritti fondamentali. Quelli di cui ho parlato sonoelementi di vitalità dei Parlamenti, di cui dobbiamo cogliere il valore anche generale,e tutte le potenzialità in termini dirafforzamento della democrazia e del principio di rappresentanza.
Quest’anno abbiamo voluto sottolineare in modo particolare questo nesso fra rafforzamento dei Parlamenti e sviluppoe (aggiungo) rinnovamento della democrazia(nesso nel quale crediamo moltissimo). Lo faremo chiudendo la Conferenza con una celebrazione speciale. Non voglio certo anticipare i temi che tratteremo sabato, ma mi preme dire che –nelle intenzioni degli organizzatori – l’intera Conferenza è iscritta nel tema conclusivo.
World e-Parliament Conference 2012
Il lavoro di tutti noi dalla frontiera parlamentare e istituzionale, il lavoro quotidiano per rendere i Parlamenti più incisivi, più informati, più aperti e trasparenti, non avrebbe senso se perdessimo, per un solo momento, la consapevolezza piena ed acuta delle grandi sfide che la democrazia oggi fronteggia.
Concludo esprimendo ancora un ringraziamento a tutti i partecipanti ai lavori della Conferenza, a partire dalle delegazioni parlamentari guidate dai rispettivi Presidenti e Vicepresidenti, la cui presenza terrà certamente alto il livello politico dei nostri lavori, alle amministrazioni della Camera dei deputati e delle Nazioni Unite per lo sforzo organizzativo di queste settimane, realizzato con la consueta puntualità ed efficienza, e infine un ringraziamento particolare al Presidente Finiche ha voluto sottolineare –con la Sua presenza –l’impegno al massimo livello dell’intera istituzione parlamentare per il successo di questa iniziativa

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