50 anni dopo il disastro del Vajont

Nel memoriale del disastro del Vajont sono intervenuto in aula alla Camera dei Deputati. Ecco perchè è importante anche per noi oggi.

 
9 Ottobre 1963 – 9 Ottobre 2013
Il disastro del Vajont, cinquant’anni fa, provocò la morte di 1.910 persone. Sono 1.910 vittime innocenti, non sono vittime di una disgrazia, sono vittime di una tragedia. Di una tragedia che, come dimostrarono in seguito le indagini, era prevedibile, era evitabile e alla cui base ci sono gravi responsabilità.
La memoria e il ricordo, a distanza di cinquant’anni, hanno senso perché la memoria e il ricordo sono il fondamento di uno Stato, di un popolo, di una cultura se ci insegnano come affrontare l’oggi, se ci impegnano nell’oggi.
 
LA CERIMONIA OGGI ALLA CAMERA
Io oggi ho partecipato alla commemorazione della Camera dei deputati, ho ascoltato i miei colleghi e ne ho tratto quattro indicazioni, per il nostro presente e per la nostra progettualità per il futuro.

  1. La prima è la responsabilità. Chi fa azioni sul territorio, chi progetta infrastrutture, piccole, medie o grandi opere deve farsi guidare dall’idea e dalla pratica della responsabilità verso il bene comune.
  2. La seconda è la solidarietà. E’ la grande risorsa del nostro popolo che sempre emerge in situazioni drammatiche come questa: la solidarietà e le virtù civiche degli italiani.
  3. La terza è la non contrapposizione tra sviluppo e tutela del territorio. Si può fare sviluppo, si può lavorare per il progresso di un paese avendo a cura la salvaguardia dell’ambiente.
  4. La quarta è la sfida che abbiamo davanti oggi. Qual è lo spazio, quali sono le risorse per attuare quanto ho appena detto, per coniugare sviluppo e ambiente?

 
LA SFIDA ATTUALE
C’è allora tutto un lavoro di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, di riparazione dei guasti che hanno portato al dissesto idrogeologico del Paese, di prevenzione, che deve andare in parallelo con la dotazione di infrastrutture necessarie al ruolo industriale ed economico dell’Italia.
Una sfida che obbliga ad adeguare la nostra azione politica in modo più attento alla salvaguardia dei cittadini.
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