INTERVISTA SU IL MESSAGGERO: Il calciomercato del Premier ha fallito senza un esecutivo forte la via è il voto

«Se non c’è all’orizzonte un esecutivo forte allora si sciolgano le Camere e ci sia un governo tecnico per ridare la parola agli italiani. Il voto non è una bestemmia e non può essere Conte a portare il Paese alle elezioni». Il presidente di “Noi con l’Italia” Maurizio Lupi non vede strade alternative.

Ma non è possibile secondo lei un governo di larghe intese?
«Io sono una persona responsabile che ha a cuore il destino del Paese ma non è pensabile che qualcuno rivolga appelli astratti. La responsabilità è sempre per costruire concretamente il bene comune. E in ogni caso poi è sbagliato rivolgere appelli solo ad una parte del centrodestra. Comunque il Pd e il Movimento 5 stelle non vogliono Lega e Fdi. Quindi il problema non si pone».

E’ consapevole però che le urne sono una opzione difficile in questo momento.
«Non scarto affatto le elezioni. Un conto è parlarne con una legislatura appena iniziata, un altro – qualora il presidente della Repubblica valutasse che non ci sono le condizioni per continuare con questo Parlamento – presupporre adesso le urne. Con il voto la democrazia si rafforza».

Alla fine vi siete ricompattati come centrodestra oppure restano delle differenze di vedute?
«Andremo alle consultazioni uniti. Nell’alleanza ci sono sensibilità diverse, ma questa è una ricchezza. La strada la decideremo insieme, le decisioni nel proseguo della crisi saranno collegiali».

Ma non pensa che ci siano rischi per il Paese in caso di impasse sulla crisi?
«La maggioranza non usi l’arma del ricatto. Un governo può andare avanti lo stesso anche nella crisi. Noi abbiamo già detto che voteremo il di ristori e altri provvedimenti utili per l’Italia. Non prendano in giro i cittadini».

I rosso-gialli continuano negli appelli alla responsabilità. Non teme che qualcuno del centrodestra possa sostenere un Conte ter?
«No. Come si fa a fare appelli per esempio ai popolari e liberali quando si attuano politiche stataliste ed assistenzialiste? Questo è stato un governo debole, incapace e litigioso. E Conte ha scelto la strada del calcio mercato. Non va da nessuna parte».

E quindi?
«L’Italia avrebbe bisogno di un governo autorevole, che affronti l’emergenza sanitaria ed economica. Se sono capaci di andare avanti bene, ma non sembra che ci siano le condizioni. Altrimenti, ripeto, l’alternativa sono le elezioni».

Ma non teme che nei prossimi giorni possano emergere altre divisioni nel centrodestra?
«Abbiamo fatto capire che c’è un’alternativa a questa maggioranza litigiosa. Per noi l’unità non ha un valore solo simbolico. Ci muoviamo insieme. L’Italia non si merita un governo in piedi solo per l’emergenza».

Dunque con quale messaggio andrete al Colle?
«Diremo che siamo sempre stati all’opposizione del governo Conte e lo saremo anche di un eventuale Conte Ter».

Ma non ritiene che una legge di tipo proporzionale possa agevolare i “piccoli” del centrodestra?
«Il governo non è capace di dare certezze su nulla, figurarsi sulla legge elettorale. Ma in ogni caso noi rifiuteremmo l’offerta».

Dunque nessuno spazio per Conte?
«No, non può essere lui neanche a portare il Paese al voto».