INTERVISTA SU IL TEMPO: Il centrodestra è unito, anche con la Meloni

Non nasconde la sua soddisfazione Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia e vicepresidente del gruppo Misto della Camera, per il discorso programmatico di ieri di Mario Draghi nell’Aula del
Senato.

Onorevole Lupi, cosa vi è piaciuto di più dell’intervento del premier?
«Siamo rimasti molto soddisfatti perché il presidente del Consiglio ha spiegato anche plasticamente,
oltre che dal punto di vista dei contenuti, la ragione per cui come centrodestra e come Noi con l’Italia gli
abbiamo dato e gli daremo la fiducia in Parlamento. Non diamo la fiducia ad una formula politica, ma ad una persona di alto profilo che in questo momento può consentire di arrivare ad un “governo del Paese” – come lo ha chiamato lui stesso -, un esecutivo in cui si mettono da parte le divisioni, le distanze, l’idea di una politica intesa come caccia al nemico e si prova a lavorare insieme. È una cosa difficilissima, “per amore dell’Italia”, per usare le parole ancora di Draghi».

Ci sono terni a voi cari nell’intervento di Draghi …
«Sì, come la crisi culturale ed educativa, oltre che pandemica, o l’idea che le risorse non vadano date a pioggia, visto che stiamo scommettendo sul futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ed ancora, il passaggio relativo al Terzo settore, alle politiche attive del lavoro, il coraggio di andare controcorrente nei confronti delle corporazioni sindacali della scuola assumendosi la responsabilità di dire che bisogna recuperare i giorni perduti. È un cambio di passo, solo chi è ottuso politicamente non capisce questo cambiamento. Penso a chi vuole fare l’intergruppo parlamentare tra MSs, Pd e Leu, per avere un
peso maggiore nel governo e contrapporsi al centrodestra che sostiene il presidente del Consiglio.

Il centrodestra si presenta però diviso alla fiducia, con Fratelli d’Italia che voterà no…
«Anche Giorgia Meloni, pur rimanendo all’opposizione con coerenza, può lavorare insieme a noi per
portare avanti i grandi temi del centrodestra come la sussidiarietà, la responsabilità delle imprese, il lavoro».

Quindi l’alleanza di centrodestra è compatta?
«Certo, ci mancherebbe altro. Da quando è nato, il centrodestra è una coalizione, non un partito unico
e la forza della coalizione sta nella sua diversità, nel fatto che ognuno apporta il suo contributo valoriale, di storia politica. Giorgia Meloni ha fatto una scelta diversa dalla nostra, ma se lavoriamo bene tutti insieme questo sarà un arricchimento per il centrodestra. Nei prossimi mesi, quando 20 milioni di persone andranno a votare nelle grandi città, ci presenteremo compatti».

Nel passaggio sull’irreversibilità dell’euro Draghi sembra punzecchiare, pur non nominandolo, Matteo Salvini…
«Mi sembra che Salvini stia dimostrando grande serietà. Se qualcuno lo rileggesse, troverebbe in diversi passaggi del discorso stoccatine per sé. Penso alle parole di Draghi sui diritti umani violati in Cina. Non siamo bambini, ma persone responsabili. Per aderire a questo programma di governo, bisogna fare politica con la P maiuscola».

 

 

Intervista al Il Tempo del 18 febbraio 2021 di Pierpaolo La Rosa