BASTA SOSTEGNI E RIAPRIAMO

Il miglior rilancio dell’economia non sono i sostegni, non sono i soldi a pioggia ma il lavoro, cioè permettere finalmente di riaprire a ristoranti, mercati e fiere per tornare alla normalità.
Serviva discontinuità nelle azioni del governo rispetto alla gestione Conte-Arcuri e per ora abbiamo visto che c’è stata in alcune scelte: Figliuolo, Curcio, il CTS rinnovato. Bene.
Ma ora la discontinuità deve essere nei fatti, quindi anche nel modo con cui ci si rapporta alla vita normale.
Si devono programmare le aperture anche per dare un segnale di speranza alla gente prima che la rassegnazione deprima una intera nazione. Non è un caso che la tensione sociale stia crescendo: i cittadini non comprendono più le scelte della politica, che vivono sulla loro pelle come privazione, nonostante da un anno la pandemia sia l’unico argomento di cui si parli e tutti si siano fatti una opinione in merito. Perché i ristoranti e i bar devono chiudere alle 18 come se il virus non contagiasse prima di quell’orario? Perché una concessionaria di auto in zona rossa rimane aperta e invece i negozi di mobili, che sono un bene primario come le auto, no? Questo è ciò che giustamente i cittadini non capiscono.
La politica deve tornare ad assumersi le proprie responsabilità, proprio come ha fatto con la riapertura delle scuole. Mentre si vince la sfida del piano vaccinale dobbiamo vincere anche la sfida delle riaperture, le cose vanno di pari passo. Basta con le zone rosse.