FINE VITA, NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO

Sono cosciente che quando si affrontano in Parlamento questioni legate alla vita, alla sofferenza e alla dignità della persona, esse non possano essere affrontate come uno scontro tra tifoserie, ma innanzitutto con un doveroso ascolto delle ragioni dell’altro e del grido a volte di disperazione di chi vive in determinate condizioni.
Ma per me c’è una differenza tra aiutare a convivere con la sofferenza ed eliminare il sofferente, tra una concezione culturale in base alla quale risulta preferibile eliminare il malato invece di mettere in atto ogni tentativo reso possibile dalla scienza e dalla coscienza dei medici per lenire la sofferenza.
È con questo spirito che ho lavorato in Parlamento alla proposta di legge sul Fine Vita o Suicidio Assistito, e anche se voterò no, ho proposto e proporrò emendamenti migliorativi del testo, alcuni dei quali sono già stati approvati.
Né accanimento, né abbandono. La vera libertà è la libertà dal dolore e dalla solitudine, non dalla vita.
Il mio giudizio sul Suicidio Assistito, pubblicata oggi su Il Sussidiario: https://bit.ly/3yzCOyJ