Maurizio Lupi

 Maurizio Lupi: «Attaccare le istituzioni non serve a nessuno. Si vince tutti insieme»
Giugno 4, 2024

Maurizio Lupi: «Attaccare le istituzioni non serve a nessuno. Si vince tutti insieme»

Maurizio Lupi: «Attaccare le istituzioni non serve a nessuno. Si vince tutti insieme»

Intervista al leader di Noi moderati Maurizio Lupi, realizzata da Fiorenza Sarzanini per la serie «Italia. Europa, le interviste del Corriere»: «Un errore l’invio di armi per attaccare la Russia»

Il leader di Noi moderati,  Maurizio Lupi,  è stato intervistato lunedì dalla vicedirettrice del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini  nell’ambito della serie «Italia. Europa, le interviste del Corriere».  

«Le dichiarazioni di Matteo Salvini riportano la discussione in un contesto diverso. Ma la questione di base resta: io credo che per una manciata di voti non si debbano attaccare figure istituzionali. Non serve a nessuno, nemmeno alla lega». Maurizio Lupi, commenta così il duro attacco della Lega al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Alle boutade di Claudio Borghi siamo abituati, è lo stesso che non vuole le bandiere della Ue sugli edifici pubblici. Ecco io credo che se vogliamo che convincere i cittadini a tornare a votare, dobbiamo farlo con i contenuti e non con le boutade».

Ma questo tipo di affermazioni non rischiano di creare crepe nel centrodestra? «A differenza della sinistra, la nostra coalizione è da trent’anni che ha una proposta unitaria,  ovviamente con le sue diversità.  Ma sulla stabilità del governo,  la compattezza del centrodestra è molto chiara – afferma Lupi -Insomma, non conta se uno prende 10 punti in più e l’altro 3 in meno: vinciamo tutti insieme. E Con Giorgia Meloni continueremo a lavorare uniti».

Il tandem con Forza Italia in Europa

Alle Europee,  Noi moderati si presenta in tandem con Forza Italia. «La sfida davanti è importante: io e Tajani pensiamo che ci vuole più Italia in Europa, e su questo abbiamo una posizione differente da Salvini. Dare più forza al Ppe (Partito popolare europeo, ndr ha un doppio valore politico: per l’Europa che così cambierà seguendo i nostri valori e i nostri programmi. E anche per l’Italia: se il centro del centrodestra ha più peso darà stabilità al governo».
L’obiettivo del tandem con FI è «vincere pesantemente le elezioni con il Ppe»  per guidare l’Europa con «una coalizione con liberali e conservatori». Ma come deve cambiare l’Ue?  «Deve tornare allo spirito che l’ha generata. La pace si basa sul benessere dei popoli e non sulla burocrazia. Un esempio è il green deal: solo con le direttive e i  regolamenti non si va da nessuna parte. La transizione verde va accompagnata».

«Il terzo polo è fallito»

E cosa pensa Lupi degli altri due leader al centro, Renzi e Calenda? «Il terzo polo è fallito, il sistema italiano è ormai bipolare. Io credo che la sfida del centro è nel centrodestra. Renzi e Calenda decideranno cosa fare, ma resta che più forza c’è al centro e più persone torneranno al voto».

Ucraina e Gaza

Passando alla politica estera, Lupi dice no a un possibile impegno militare diretto in Ucraina. «L’Europa non è in guerra con la Russia. E l‘invio di uomini o di armi per attaccare la Russia è un errore. Allo stesso tempo però – aggiunge Lupi – non si può essere indifferenti al conflitto:  la vittoria di Putin sarebbe una sconfitta per tutti noi».

Sull’altro fronte aperto, quello mediorientale, Lupi ribadisce che «dobbiamo appoggiare l’iniziativa americana. Al contempo, bisogna far capire a Israele e a Netanyahu che qui non è in  gioco solo il destino politico del suo governo, ma il destino di tutti». Sul fronte opposto, occorre «aiutare la popolazione civile di Gaza, respingendo con forza le posizioni di chi pensa che Israele debba essere cancellato. L’unica via per la pace è due popoli e due stati».

Liste d’attesa e l’inchiesta su Toti

Tornando all’attualità, Lupi parla delle liste d’attesa («una ferità nella ferita, sia al Nord che al Sud, la loro eliminazione è uno degli obiettivi dell’esecutivo») e dell’inchiesta che coinvolge il governatore della Liguria, Giovanni Toti: «È un carissimo amico, uno dei migliori governatori in questi ultimi otto anni. La magistratura fa le sue indagini, ma mi auguro che possa tornare a fare il suo lavoro in Regione. Fa bene a rivendicare il suo governo a testa alta».

Intervista al Corriere della Sera 

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