Dimissioni perché non ci sono più le condizioni per stare nell'esecutivo

(aggiornato a 29 settembre) Dichiarazione congiunta dei ministri di Forza Italia dopo le dimissioni.

AGGIORNAMENTO 29 SETTEMBRE
Dopo le dimissioni ho dichiarato:

Ieri mi sono dimesso da ministro. Dopo l’invito del presidente Berlusconi motivato con le conclusioni del Consiglio dei ministri di venerdì scorso, non ritengo ci siano più le condizioni per restare nel governo, nel quale in questi cinque mesi ho lavorato nell’interesse del Paese e nel rispetto del programma del Popolo della libertà.
Dando le dimissioni voglio consentire, da subito, un più schietto confronto e una più chiara assunzione di responsabilità. Perché così non va.
Forza Italia non può essere un movimento estremista in mano a degli estremisti. Noi vogliamo stare con Silvio Berlusconi, con la sua storia e con le sue idee, ma non con i suoi cattivi consiglieri.
Si può lavorare per il bene del Paese essendo alternativi alla sinistra e rifiutando gli estremisti. Angelino Alfano si metta in gioco per questa buona e giusta battaglia.

 
 
LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA
A seguito dell’invito del presidente Berlusconi a dimetterci dal governo per le conclusioni alle quali il consiglio dei ministri di ieri e’ giunto sui temi della giustizia e del fisco (IVA), non riteniamo vi siano piu’ le condizioni per restare nell’esecutivo dove abbiamo fin qui lavorato nell’interesse del Paese e nel rispetto del programma del Popolo della Liberta’. Rassegniamo le nostre dimissioni anche al fine di consentire, sin dai prossimi giorni, un piu’ schietto confronto e una piu’ chiara assunzione di responsabilita’”. Lo dichiarano in una nota congiunta Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello.
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LA LETTERA DI BERLUSCONI

La decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, di congelare l’attività di governo, determinando in questo modo l’aumento dell’Iva è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso Premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto.
Per queste ragioni, l’ultimatum lanciato dal Premier e dal Partito Democratico agli alleati di governo sulla pelle degli italiani, appare irricevibile e inaccettabile.
Pertanto ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani.